Pablo Picasso
Con Braque inventa il Cubismo: da «Les Demoiselles d'Avignon» al collage, decompone la figura per ricostruirla in una nuova sintassi visiva.
Vai alla scheda artistaIl Cubismo è la rivoluzione visiva che ha rifondato la pittura del Novecento. Emilio Ventura riproduce a mano su tela i capolavori di Picasso, Braque e Juan Gris, restituendo la frammentazione dei piani, la molteplicità dei punti di vista e l'equilibrio compositivo di una delle stagioni più fertili dell'arte moderna.
Il Cubismo nasce a Parigi fra il 1907 e il 1908 dal sodalizio fra Pablo Picasso e Georges Braque. Il punto di partenza sono Les Demoiselles d'Avignon di Picasso — con la loro sintesi fra scultura iberica, maschere africane e lezione di Cézanne — e i paesaggi geometrizzati che Braque dipinge a l'Estaque nell'estate del 1908. Il critico Louis Vauxcelles, davanti a queste tele, parla ironicamente di «piccoli cubi»: il nome resterà. In pochi anni il movimento diventa il centro dell'avanguardia europea e influenza futurismo, costruttivismo, arte astratta e design del Novecento.
Si distinguono due fasi. Il Cubismo analitico (1909-1912) scompone il soggetto in una fitta rete di sfaccettature monocrome, quasi tutte nei toni dell'ocra, del grigio e del bruno. La figura si dissolve in piani sovrapposti che il pittore analizza da più angolazioni contemporaneamente: il violino di Braque, il ritratto di Kahnweiler di Picasso, i vetri e le bottiglie sui tavolini da caffè. Colore e chiaroscuro sono ridotti al minimo per non disturbare la costruzione geometrica.
Dal 1912 comincia il Cubismo sintetico. Al posto della decostruzione analitica arrivano forme più larghe, colori pieni, materiali reali incollati sulla tela: carta di giornale, spartiti, finti legni, etichette. Nasce il collage e nasce il papier collé di Braque; Juan Gris, arrivato al gruppo nel 1911, ne diventa il teorico più lucido, con composizioni nitide dove ogni elemento è progettato con precisione quasi architettonica.
La grande scoperta del Cubismo è che una figura non deve essere vista da un solo punto di vista. Un volto può mostrare insieme il profilo e la faccia; una bottiglia può rivelare simultaneamente la base circolare e il fianco; una chitarra può aprirsi in tutti i suoi piani. Il tempo entra nella pittura come dimensione, perché lo sguardo non si ferma a un istante: gira attorno all'oggetto e ne restituisce la memoria completa.
La frammentazione delle forme non è distruzione ma costruzione: i piani si incastrano come tessere di un mosaico, la luce non serve più a modellare i volumi ma a distinguere le superfici, la prospettiva rinascimentale viene abbandonata a favore di uno spazio piatto e stratificato. È la pittura che prende coscienza di essere pittura, superficie dipinta e non finestra sul mondo. Da qui prenderanno le mosse l'astrazione di Mondrian e Kandinskij, la sintassi visiva del design, il montaggio del cinema.
Emilio Ventura realizza a mano su tela riproduzioni dei capolavori del Cubismo — dalle nature morte analitiche di Picasso e Braque ai papiers collés, dalle composizioni sintetiche di Juan Gris ai ritratti geometrizzati — con formato personalizzabile e certificato di autenticità su pergamena. Ogni copia richiede uno studio attento della sfaccettatura dei piani, della tavolozza ridotta e dell'incastro compositivo che rendono queste opere immediatamente riconoscibili. Su richiesta è possibile commissionare anche opere cubiste non presenti in elenco, purché documentate da immagini di riferimento di buona qualità.
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Con Braque inventa il Cubismo: da «Les Demoiselles d'Avignon» al collage, decompone la figura per ricostruirla in una nuova sintassi visiva.
Vai alla scheda artistaCo-inventore del Cubismo: sfaccettatura dei piani, finti legni e papiers collés fondano insieme a Picasso la grammatica dell'arte moderna.
Vai alla scheda artistaGrande teorico del Cubismo sintetico: geometria nitida, colore puro e composizione progettuale che chiarificano la lezione di Picasso e Braque.
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